Strade Bianche @Siena 2026
Strade Bianche non è solo una gara. L’atmosfera che si respira a Siena in questi giorni è difficile da descrivere senza cadere nei soliti luoghi comuni. Essendo una gara su strada ma con lunghi tratti sterrati, appassiona sia i puristi dell’asfalto sia gli amanti del gravel. C’è una componente di “avventura” che contamina la classica percezione di una corsa su strada, rendendola probabilmente ancora più interessante.

Questo è il nostro secondo anno di partecipazione. Alcuni di noi si sono iscritti alla Granfondo amatori, mentre altri hanno approfittato del weekend per pedalare tra le colline toscane. In ogni caso, alla fine siamo tutti lì per passare qualche giorno insieme e goderci l’atmosfera.

Una delle cose più affascinanti è pedalare quasi sullo stesso percorso dei professionisti, come accade in tante altre classiche. Nei giorni precedenti alla gara PRO si finisce inevitabilmente per incontrare i nostri idoli mentre pedalano sulle strade bianche o sfrecciano nelle discese attorno a Siena. Il ciclismo è uno dei pochi sport in cui puoi usare gli stessi componenti dei professionisti e affrontare gli stessi percorsi, con difficoltà simili, pedalando letteralmente sullo stesso terreno. È qualcosa di davvero affascinante: ci si sente più vicini a loro, anche se restano comunque alieni rispetto a noi. Alla fine però sono ragazzi con una bicicletta, che pedalano e faticano.

La Granfondo diventa anche uno stimolo per uscire in bici durante l’inverno, per non cedere alla noia delle giornate grigie. Si trasforma quasi in un gioco, una sfida interna. La tensione cresce lentamente fino alle settimane prima della partenza, quando sembra diventare insostenibile: le amicizie scricchiolano, vacillano, rischiano quasi di soccombere all’ansia della performance.

Era proprio questo che ci preoccupava. Temevamo che alla fine non ne valesse la pena, che la competizione potesse consumare poco a poco il gruppo nato attorno a una passione comune e cresciuto ben oltre. Invece, sia l’anno scorso che questa volta, è successo esattamente il contrario.

Dopo lo start, finita la gara e attraversato il traguardo, tutta quell’ansia accumulata scompare. O meglio: ansia, tensione e paure si trasformano in qualcosa di diverso. La fatica disintossica dalla negatività e lascia spazio solo al ricordo di un’emozione fortissima. In realtà, come dimostrano le foto, c'è chi l'ansia l'aveva stemperata già la sera prima!

I ragazzi che non hanno partecipato alla Granfondo hanno contribuito a stemperare tensione e fatica, rivelandosi indispensabili come supporto e, soprattutto, per la buona riuscita del weekend.

In Piazza del Campo, magari dopo qualche minuto per scrollarsi di dosso polvere, fango e qualche piccola delusione, ci si ritrova, ci si abbraccia e si sorride. Alla fine, la magia è proprio questa: siamo ancora più uniti di prima.

Parole e fotografie di Fabio Conti