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Mac @Mother North 2025, Lillehammer - Norvegia

Mac @Mother North 2025, Lillehammer - Norvegia

Atterro a Oslo Gardermoen alle 23:00, la bici non arriva. Nel frattempo conosco Roberto, anche lui nella stessa situazione. Alle 3:30 del venerdì mattina ci comunicano che non sanno dove siano finite le nostre bici, ci invitano a compilare un modulo e ci dicono “faremo il possibile per consegnarvele al più presto”. Chiamo la navetta dell’hotel, che in piena notte viene a prendermi. Vado a dormire amareggiato.

Così inizia la mia avventura norvegese, il tutto condito da un po’ di preoccupazione per il meteo che ci attende nei giorni dell’evento.

Mother North è un evento bikepacking unsupported ad anello con partenza da Lillehammer (Norvegia). Numeri alla mano: 1.000 km x 16.000 metri di dislivello positivo.

Il giorno dopo prendo comunque il treno per Lillehammer. Cerco di godermi un po’ di sole, anche se la mente va sempre lì: la bici non c’è. Fortunatamente arrivano notizie positive, la bici è stata ritrovata a Bologna e mi verrà consegnata sabato… incrocio le dita e spero vada tutto liscio.

Nel frattempo conosco di persona Bruno, l’organizzatore dell’evento, e tanti altri partecipanti. Lillehammer è piccola, ci si incontra facilmente, e la sera a cena si crea subito un bel gruppo. Tra risate e condivisioni di setup si stemperano le ansie della vigilia.

Sabato mattina briefing e accreditamento al Søndre Park. Poco dopo finalmente ci consegnano le bici (anche a Roberto!). Con il morale alto, passo il pomeriggio a preparare tutto. La sera ceno con Giorgio, Roberto e un’altra ragazza: piattone abbondante di pasta, mentre fuori diluvia.

Tutti a letto, domani è il grande giorno!

Alle 8:30 siamo al parco olimpico. Dopo le ultime indicazioni di Bruno, alle 9 in punto si agganciano i pedali. Da buon pianificatore avevo un piano A e un piano B.. e fortuna che avevo pensato al piano B!

Il primo giorno vola: gambe fresche, 180 km con buon dislivello, clima clemente e i colori della Norvegia che iniziano a farsi vedere. Lungo la strada incontro Stefano, Alex e Daniele: ci si incrocia, si pedala insieme per un po’, e le chiacchiere rendono il viaggio più leggero.

Decido di fermarmi all’ora di cena, senza strafare, per dormire e ripartire presto. Molti hanno proseguito verso Grimsdalen, ma io avevo il mio piano e ho preferito seguirlo.

Riparto nella notte, sono circa le 3:30. Metto su una playlist black-metal e mi immergo nell’atmosfera norvegese, la bici punta verso Grimsdalen. Il sole inizia a sorgere e io mi trovo sulla Grimsdalsvegen, una strada ghiaiata che attraversa questa valle incantevole.

Arrivo a Dovre per colazione e si procede attraversando Otta e Vinstra dove decido di pranzare.

La giornata continua con una lunga salita che porta sulla old milk route, la Mjølkevegen: una delle grandi traversate gravel della Norvegia, immersa nella natura, con un fascino rustico e tradizionale.

Nel tardo pomeriggio arriva la pioggia, fortissima. Mancano ancora ore a Beitostølen ma decido di proseguire per restare fedele alla mia pianificazione. A 1.200 metri il vento è costante, la visibilità quasi nulla. Le auto mi superano indifferenti: per loro dev’essere normale incrociare ciclisti sotto una tempesta. Quando finalmente raggiungo Beitostølen sono zuppo e tremante, ma riesco a fare un po’ di spesa e poi mi rifugio in hotel, dove finalmente mi scaldo e metto ad asciugare i vestiti.

Il giorno dopo piove ancora. Ne approfitto per riposarmi un po’ e riparto solo verso le 11. La lunga salita lungo la Mjølkevegen mi scalda, arrivo a 1.300 metri e poi via in discesa. Mi fermo a uno chioschetto dove incontro Giorgio e Omare: con calma ci concediamo un caffè bollente e qualcosa da mettere sotto i denti. Ci facciamo coraggio a vicenda e, quando compare uno spiraglio di sole, decidiamo di ripartire.

Il panorama è sempre fantastico e così la salita pesa meno. Il percorso varia con una bella parte di hike-a-bike in un sentiero nel bosco, con passerelle artificiali di legno stile bike park. Arrivo ad una “spiaggia” dove scatto un po’ di foto, che pace in quest’angolo di mondo.

Sto bene e pedalo deciso verso Hemsedal, dove mi concedo una bella pizza da Peppes Pizza. La mattina successiva supero il passo Mørkedalen e mi fermo in un bel baretto accogliente a fare colazione. Quanto mi piacciono questi posti, ci passerei ore ed ore.

Arrivo finalmente alla Borgumd Stavkirke, che bellezza!

Queste chiese medievali in legno erano circa 1.000 in tutta la Norvegia, oggi ne rimangono solo 28.

Riparto e 2km dopo sono di nuovo fermo a fotografare: sono sulla Vindhellavegen. Una strada a serpentina storica che collega Bergen a Oslo.

Il percorso continua verso il primo fiordo, Lærdalsøyri. Il vento si alza, il ginocchio inizia a fare male.

Lærdalsøyri

Mi fermo, compro un antinfiammatorio e faccio un pranzo abbondante: mi aspetta la salita che mi porterà poi secondo fiordo, Aurland.

18 km e 1.300 metri di dislivello. Con calma, musica nelle orecchie, arrivo in cima all’Aurlandsfjellet sotto la pioggia.

Il panorama è tipicamente nordico: neve, laghi, cascate, rocce e nuvole. La discesa verso Aurland è infinita, ma i punti panoramici mi obbligano a fermarmi più volte per scattare qualche foto.

Da lì raggiungo il centro di Flåm: cena con un hamburger e chiacchiere con altri partecipanti. Passo la notte in una vecchia casa di legno, tutta scricchiolante, che mi immagino magica d’inverno col camino acceso.

Nel piccolo centro di Flåm

Il giorno successivo costeggio la ferrovia e, dopo una ripida salita che preferisco affrontare a piedi per non peggiorare il dolore al ginocchio, arrivo a Myrdal. Poco dopo mi ritrovo sulla Rallarvegen, una storica pista ciclabile con panorami mozzafiato.

Rallarvegen è un percorso di circa 80 km che attraversa la natura selvaggia dell'altopiano di Hardangervidda, seguendo la linea ferroviaria di Bergen.

I continui saliscendi portano fino a Finse, un villaggio immerso nella natura e non raggiungibile in auto. Mi fermo al rifugio Finsehytta, una struttura molto grande e organizzatissima. Qui mi coccolo con una zuppa calda e una fantastica vista sul ghiaccio Hardangerjøkulen (dove sono state girate alcune scene di Star Wars).

La Rallarvegen termina a Haugastøl, poi asfalto fino a Gol, dove dormo in una cabina di legno in un piccolo campeggio.

La mattina seguente mi fermo a scattare qualche foto alla chiesa di legno di Gol. Il meteo finalmente migliora e torna a farsi vedere un po’ di sole: il traguardo si avvicina. Rientro sulla Mjølkevegen e a Vaset incontro di nuovo Omare e altri partecipanti in un supermercato. A Fagernes mi fermo per pranzo e faccio l’ultima spesa, in vista della prossima sezione remota, senza punti di rifornimento.

Potrei proseguire fino all’arrivo, ma arriverei a Lillehammer in piena notte, quindi decido di prenotare in un hotel leggermente fuori traccia. Il posto è veramente bello, spendo poco e mi godo l’ultima cena del viaggio.

L’indomani riparto presto. Mancano pochi chilometri e pedalo leggero. L’ultima salita, con la chiesa di Lillehammer finalmente in vista, e so che è fatta. Entro nel parco: Bruno mi accoglie, Giorgio è appena arrivato e Roberto è lì già da giorni.

Che bella la Norvegia e che traccia incredibile Mother North!

Sono talmente innamorato di questi panorami che a volte penso: in una vita passata sarò stato un vichingo… o magari un troll! 


Parole: Marco Casadio 

Fotografie: Marco Casadio, Andrea Peruzzo e Giorgio Roda

 

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