Santa Vall è una gara gravel a tappe, inserita nel circuito Gravel Earth Series. Due giorni consecutivi, classifica data dalla somma dei tempi, percorsi lunghi e veloci su strade bianche compatte, salite regolari e tratti pianeggianti dove conta saper stare nel gruppo. Non è una gara da colpo secco: è una questione di gestione, continuità, lucidità.
La città
A Girona il ciclismo è cultura. Appena arrivati, un giro in centro e poi subito fuori, sulle strade sterrate che circondano la città. Terra rossa, stradoni infiniti, panorami aperti. Un terreno naturale per il gravel. Il giorno prima della gara, una sgambata di due ore scelta quasi “a caso” su Komoot. Piovigginava, ma il fondo restava compatto. Una cosa ci ha colpiti più di tutto: il rispetto degli automobilisti. Spazio, attenzione, nessuna tensione. Una sensazione di sicurezza che cambia il modo di pedalare. Nel pomeriggio ritiro numeri, ultime verifiche alle bici. Nel paddock si respirava concentrazione: mezzi curati nei dettagli, ruote alte, atleti pronti a spingere forte e costante. Cena semplice, carico di carboidrati, poi riposo.

La gara
Giorno 1: 120 km · 1600 m D+
Giorno 2: 85 km · 1100 m D+
La classifica finale era la somma dei due tempi. Nessuna seconda possibilità. Il primo giorno è stato il più selettivo. Lunghi tratti pianeggianti dove era fondamentale restare agganciati ai gruppi giusti. Ho cercato di tenere la ruota dei gravelisti puri, lavorando più di passo che di esplosività. Nei tratti più guidati e in discesa, invece, ho provato a sfruttare il mio passato da endurista: linee pulite, meno frenate possibili, traiettorie scorrevoli. Non per fare la differenza in modo evidente, ma per limare secondi senza sprecare energie. Il secondo giorno è stato più corto ma più intenso. Le gambe iniziavano a farsi sentire. È stato un esercizio continuo di equilibrio: spingere quando serviva, gestire quando il cuore saliva troppo, restare lucido fino all’ultimo chilometro.

Com’è andata
Ho chiuso 5° di categoria (35–39).
Denny 10° nella 24–34.
Sono numeri che fanno piacere. Ma quello che mi porto a casa è altro.Mi porto a casa la sensazione di aver trovato una nuova dimensione: gare più lunghe, costruite giorno dopo giorno, dove conta saper leggere lo sforzo e non solo attaccare. Mentre tornavamo verso casa, stavamo già parlando della prossima trasferta. Ed è questo, forse, il segnale più chiaro.
Foto: Santa Vall - Gravel Earth Series
Parole: Alex Lupato